• Pubblicata il:
  • Autore: Enrico
  • Categoria: Racconti trav
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Un giorno da travestito

Da tempo studiavo i preparativi di questa piacevole esperienza, avevo preso appuntamento con l' estetista e comprato i vestitini, non mi rimaneva altro che agire.
In un giorno feriale di una bella mattina presto mi recai dal estetista già informato telefonicamente con un borsone contenete il cambio di vestiti e, una volta arrivato al negozio mi cambiai, indossai prima il reggiseno con i sostegni e imbottito di cotone, una camicetta, le mutandine rosa di pizzo, una minigonna attillata che lasciava intravedere il segno delle mutandine sotto infine indossai un paio di stivaletti con un pò di tacco dopo cominciò il trucco e, l' acconciatura ai capelli che le commesse eseguirono a regola d' arte, lavoro fatto talmente bene che una volta uscito dal negozio nessuno a prima vista avrebbe minimamente sospettato che fossi in realtà un uomo, anzi apparivo come una ragazza e piuttosto carina anche.
Salì sul auto ed imboccai l' autostrada e guidai da Firenze a Pisa dove una volta arrivata parcheggiai e scesi dal auto, mi sentivo in imbarazzo incrociando i passanti nel camminare vestita in quel modo ma mi tranquillizzava il fatto di essere in un posto dove non avrei incontrato nessuno che mi conosceva e, anche se fosse successo non mi avrebbero sicuramente riconosciuto, cominciò allora un piacevole shopping, entrai in un gran magazzino di abbigliamento e mi provai un paio di pantacollant poi diedi un occhiata alla biancheria per la casa, notai che un ragazzo che mi guardava il culo e, passeggiando per le vetrine del centro storico attiravo lo sguardo di qualche uomo che incrociavo e, in effetti vestita attillata con le mutandine che si intravedevano suscitavo gli sguardi, entrai in un bar dove ordinai un aperitivo e quindi mi misi a sedere davanti a me c' era un signore e un ragazzo, mentre bevevo il mio drink con fare non curante allargai leggermente le gambe lasciando intravedere da sotto il tavolo, le mie belle mutandine rosa e, notai facendo finta di niente, gli sguardi sbalorditi dei due che ogni tanto cascavano proprio lì sotto mentre io mi sentivo una gran troia in calore, il primo drink mi aveva leggermente inebriato e, volendo rimanere in quel bar( dove la mia intenzione era quella di farmi rimorchiare) ordinai un altro drink e tornai a sedere dando uno sguardo al giornale quando davanti al mio tavolo si accomodò un signore distinto sulla cinquantina, allora continuai col mio giochetto allargando con fare incurante le cosce e, lui sempre con fare incurante gettava di tanto in tanto qualche occhiata e, dopo qualche minuto che il gioco continuava ed io a continuavo a mostrargli le mutandine era oramai evidente che ci stavo quindi lui si avvicinò al mio tavolo ed io senza troppe presentazioni gli chiesi se aveva voglia di seguirmi e lui capì subito che avevo solo voglia di cazzo quindi uscimmo tutti e due dal bar e lui mi domando: dove andiamo? io gli chiesi se c' era qualche parco pubblico da quelle parti e quindi ci dirigemmo al più vicino, mentre ci incamminavamo il distinto signore non mi rivolse troppo domande semplicemente mi domandò se ero Toscana e mi fece qualche apprezzamento sulla mia femminilità e sulla mia bellezza e, finalmente dopo una camminata di circa quindici minuti arrivammo, non appena appartati dietro una siepe cominciò a palparmi il culo mentre io gli accarezzavo la patta dei pantaloni e, mi chiedevo se si fosse accorto che ero un uomo, cominciai a sbottonargli i pantaloni e togliere la cintura abbassando poi le mutande fino alle ginocchia quindi mi inginocchiai vedendo il suo cazzo appena barzotto cominciai a prenderlo in bocca mano mano che si rizzava diventava sempre più duro e adesso mi gustavo la cappella veramente grossa, tenevo la bocca e le labbra leggere e lo sbocchinavo sensualmente con una gran voglia e lo stavo facendo godere, mi diceva: continua così, accidenti come sei brava..piano piano ed io continuavo in un dolce sù e giù gustandomi quella bellissima cappella, mentre facevo quel pompino avevo il cazzo che mi stava esplodendo e mi sentivo eccitata da brividi, dopo un poco sentì il suo cazzo che pulsava e capì che stava per venire, volevo il suo seme in bocca e, continuai a fargli una sega mentre a bocca aperta aspettavo di ricevere il caldo nettare e alla fine sborrò, spruzzandomi mento naso e occhi e colando mi cascò sulle calze, lo leccai e finito il tutto il signore si allontanò salutandomi, tornai così all' auto, camminando a piedi in strada avevo ancora dello sperma che mi colava ed aveva slavato il trucco ma i drink che avevo bevuto mi avevano leggermente ubriacato e il fatto che qualche passante mi guardasse mi eccitava, tornato alla macchina non potei fare a meno di masturbarmi seduta nel sedile posteriore quindi mi cambiai de abito e tornai verso casa

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26/10/2012 03:59

Riccardo

Fossi stato in te, una volta salito in macchina mi sarei divertito con la leva del cambio e del freno a mano,,,,

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