Orso 1 parte

Basta un attimo per sconvolgere la vita di una persona, avevo fatto gli esami di maturità, era il mese di un caldo fine settembre, mio padre e mamma con l'ape-car in una maledetta curva mentre tornavano dalla campagna passarono quasi subito forse non si sono accorti di nulla dalla vita nelle fauci della morte, mia madre morì subito, papà senza mai aver ripreso conoscenza dopo meno di una settimana la raggiunse. Ero rimasto solo come un cane, la persona più vicina era zia Rosa, moglie di mio zio Paolo fratello di mio padre, morto all'aeroporto di ----, ometto, per ragioni comprensibili luoghi e dati mentre scendeva non ancora cinquantenne le scale dell'aereo. Zia Rosa, di origine siciliane, conduceva un' agenzia di assicurazioni in una città del Veneto mentre lo zio Paolo era un avvocato molto affermato. La zia Rosa mi era stata sempre molto vicina, figuriamoci dopo la tragedia che si era abbattuta sulle mie spalle, viveva sola dopo la morte di mio zio Paolo, non avevano avuti figli, era oltre che una bellissima donna molto generosa, sapevo che aiutava economicamente anche la mia famiglia. Era una donna stupenda, in tutti i sensi, ti dava senza mai chiedere niente anche l'anima, molto legata al lavoro, teneva una barca di soldi, come li sapeva guadagnare così li sapeva spendere, il suo marchio di fabbrica era la generosità, l'altruismo, viveva sola in una villetta immersa nel verde, aveva conoscenze importanti dappertutto, conosceva il suo lavoro come pochi, viaggiava molto, aveva una clientela di prim'ordine, nel suo lavoro credo di non esagerare dava i numeri a tutti, parlare di polizze, di rischi, le varie coperture assicurative, i vantaggi e gli svantaggi di un determinato contratto erano il suo terreno preferito. Dico questo perché l'ho vissuto in prima persona. Dopo essere rimasto solo, volevo fare le solite domande nelle ferrovie nell'esercito, trovare un posto di lavoro per crearmi il mio futuro, zia Rosa mi disse orso, orso era il nomignolo di mio nonno, di papà, dello zio Paolo, quindi per discendenza diretta era anche il soprannome mio, stammi a sentire bene, ti ho preso nelle mia braccia appena nascesti, ti ho sempre apprezzato per la tua serietà e disponibilità verso tutti, educato oltre ogni limite per il tuo modo di fare, ti sei preso la licenza liceale con il massimo dei voti, hai aiutato tuo padre a tagliare legna, sei cresciuto in fretta, hai giocato toppo poco, sei duro anche con te stesso, neanche ai funerali ti è scesa una lacrima, ti tieni tutto dentro, sei di poche parole, ma tutto questo ti chiedo ti fa stare veramente bene con te stesso? zia, no, ascoltami ti prego, fammi finire, scusami le rispose, mi abbracciò forte come faceva sempre, mi sfiorò le labbra con un bacio, mi ricordavo di mamma che non la sopportava tanto proprio perché zia Rosa con mio padre prima, con me, ma anche con lei non ti baciava come si usa normalmente, no, ti baciava sempre sulle labbra, non ci facevo più caso ormai, continuò, caro mio orsacchiotto la cosa che amo maggiormente è la libertà, guai a chi volesse scalfirla, ma proprio perché amo troppo la mia libertà che è sacra così ho rispetto dell'altrui libertà, non ho mai pensato di barattarla con nessun'altra cosa al mondo, figuriamoci con te, fai tutte le tue scelte, ti sarò sempre vicina, qualunque essa sia, ma falla sempre con la tua testa ed in piena assoluta libertà di scelta, non voglio neanche sfiorare peggio ancora darti consigli, il tuo futuro è soltanto tuo, da parte mia mi troverai sempre al tuo fianco, orso. Domani devo ripartire, ho tanto lavoro da sbrigare, quello che posso dirti orso non sprecare i tanti sacrifici fatti dai tuoi, la mia casa non è soltanto aperta e spalancata, è casa tua, zia, zitto orso, volevi ringraziarmi, lo so, siamo rimasti soli orso, io, ho soltanto te, siamo una sola persona, adesso, cerchiamo di dormire, altro bacio, buona notte tesoro, orso, si zia dimmi, mica hai un goccio di secco, vedo, ma penso di no, infatti, non c'era niente, avevo trovato un liquore di finocchietto fatto dalla povera mamma, Bussai alla porta della stanza, entra, senti zia, c'è il finocchietto, si, si, quello è ottimo, tuo padre afforza lo mise in macchina credo quando festeggiamo il tuo diploma, si, ma poco però, entrai con il bicchierino quasi a metà, ecco zia, e tu? lo sai, non ci faccio tanto con i liquori, siediti accanto a me orso, si fece un sorsetto, si mise il dito in bocca e infilò il dito nella mia bocca, mica è veleno, assaggia, lo trovo un ottimo digestivo disse, si è buono, succhia, e mentre succhiavo il dito con le altre dita mi accarezzava le labbra, orso, si zia, quello che ho sempre desiderato da tuo zio erano le labbra, le vostre bocche sensuali, le vostre labbra sono un marchio della vostra famiglia, e mentre mi torceva e accarezzava le labbra s'era finito il finocchietto, un altro poco zia, si, ma solo un goccio orso, misi grosso modo la stessa quantità di prima, zia Rosa si era seduta sul letto, orso è troppo, adesso un poco lo bevi anche tu, oppure vuoi vedermi brilla, zia, non esagerare, vieni, beviamo insieme nello stesso bicchiere, mi feci un sorso e zia, bagnati bene le labbra, adesso ti do il bacio della buonanotte così mi rimane la bocca di finocchietto ed il sapore delle tue belle labbra orso, mi baciò come sempre sulle labbra e ci demmo la buona notte. La mattina dopo, erano passate da poco le sette sentii zia che si preparava per ripartire, mi alzai, caro, buon giorno, mi baciò sulle labbra, ti ho svegliato, no, no zia, mi alzo generalmente sempre più presto, il finocchietto di ieri sera mi ha stordito un poco, non sono abituato, adesso ti preparo un buon caffè, è quello che ci vuole appena alzati, si, tesoro lo volevo preparare io però stavo rimettendo a posto, scusami, vorrei rientrare presto, ho tante pratiche da controllare, le varie scadenze, devo finire un preventivo per una grossa azienda, domani mattina ho un appuntamento con il notaio e devo passare in banca, senti orso, per piacere mi porti la valigia in macchina, ci penso io al caffè, come ti piace, scusa, domanda sciocca, figurati se la famiglia orso non lo prende amaro, infatti zia senza zucchero, questa è un'altra vostra caratteristica di famiglia, tutti uguali. Anche per casa la zia era sempre ben vestita, minigonna, tacchi alti, la chioma bionda, anelli, bracciali, collane, trucco non pesante, era una donna bellissima, gli uomini non potevano non guardarla, portamento d'alta classe, disinibita, intelligente, a volte sembrava spregiudicata, ma non lo era, si commuoveva facilmente, faceva tanta beneficenza nella massima discrezione, era padrona assoluta in qualsiasi situazione si trovasse, cuore nobile, cervello molto fine, gran classe, sapeva vendere polizze assicurative come fossero il toccasana per la salute, il lavoro era il suo credo. Orso, appena arrivo ti telefono, come sto, zia, lo sai benissimo, sei molto bella, forse di più, cioè, sei bellissima, meravigliosa, e mentre l'accompagnavo alla macchina mi baciò le labbra, aspetta orso le devo toccare, mi faranno compagnia durante il viaggio, aprì e si mise alla guida, il motore acceso, il vetro abbassato, fai buon viaggio zia, vai piano, sii prudente, grazie, orso, avvicinati, ti devo dare un bacio alla francese, scherzi sempre zia, vuoi vedere che non sai il bacio alla francese, adesso vedi, mi strofinò le labbra con la mano e mi diede tre forti baci sulle labbra, mise il dito dentro la mia bocca e succhiandolo ci salutammo, ciao orso, ciao zia.

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09/02/2017 11:36

ettore

Che tristezza!!

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